Friday, April 5, 2024

Lettera al mio migliore Amico


L'uomo e la donna sono esattamente questo,
è stato così preciso ed impeccabile Hugo. 
Adesso dimmi, com'è possibile oggi
condividere tutto ciò con qualcuno? 
Mi sono persa. 
È che sono sola e non ho direzione,
continuo a girare su me stessa.
La notte della mia Anima è scurissima
e l'alba sembra non voler arrivare mai. 
Non riesco neanche a trovare il mio Uomo. 
Alla maggior parte, che te lo dico a fare,
non brillano neppure gli occhi.
E quei pochi che ce l'hanno quella Luce,
che hanno profondità di pensiero e di emozioni,
sono emotivamente instabili, se non psicotici.
Non li biasimo,
è una grande impresa mantenere
la connessione con l'Anima
e la salute mentale in quest'epoca.
Io tutti i giorni mi chiedo se sono ancora in equilibrio
su quel filo tra genio e follia,
per il momento me la sto cavando.
Sai, la disperazione ti offusca la vista
ed io ho rischiato di crollar giù.
È che la Luce c'è sempre, è vero,
ma quando la notte è pece e ghiaccio,
una fiammella non basta a scaldarti.
Ora il gelo è entrato dentro. 
Nei momenti di disperazione totale,
riconosco che il dolore che provo è impersonale.
Non è più la mia condizione ad impietosirmi,
a farmi male,
ma è come se il lamento dell'umanità
si concentrasse nelle mie viscere e mi trascinasse giù,
mentre io guardo su. 
Libera,
perché si diventa liberi dopo essersi persi,
e tu lo sai. 
E poi alla fine sai bene che siamo solo strumenti,
alambicchi con cui la vita gioca e sperimenta.
Sostanze potenzialmente letali reagiscono,
vengono elaborate e sublimate in alcuni di noi
ed offerte al resto dell'umanità che altrimenti rimarrebbe
folgorata da tale Purezza. 
Così sia, sempre.



"Il freddo dentro. 
Qui, sono qui.
Lacrima sulla neve."










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